Zuclo

di Giovedì, 05 Maggio 2016
Immagine decorativa

Nelle foto in bianco e nero la nostra storia 

Le foto antiche come testimonianze di qualcosa che è stato, frammenti di storia, immagini fissate in un secondo da un obiettivo e rimaste immutate per ottanta, cento anni. Dentro, c’è tutto un mondo di ricordi, di sensazioni di cose che ora ci sembrano lontane ma che sono parte del nostro Dna. Ognuno di noi ha una foto vecchia da qualche parte in soffitta o nel cassetto del comò, o ancora incorniciata sopra la vetrina.  Di alcune molti di noi non riconoscono neppure più le facce, e allora girano il foglio per vedere se dietro c’è qualche indicazione utile che dia un nome a quei volti.
 
Importante che questo bel patrimonio di immagini in bianco e nero non vada perduto. Per questo il comune di Zuclo vorrebbe raccogliere queste testimonianze in un libro, ma per farlo ha bisogno dell’aiuto di tutti; dunque chi avesse foto vecchie o antiche è pregato di portarle in comune, dove verranno acquisite in formato digitale e riconsegnate ai proprietari. Se si riuscirà a mettere assieme una certa quantità di materiale sarà stampato un libro e consegnato a tutte le famiglie. Chi ne ha dunque si faccia avanti! Vi aspettiamo!
 
Queste sono alcune fra le molte fotografie giunte in Comune sinora. Per alcune siamo riusciti a risalire ai personaggi ritratti in quegli scatti, attraverso le testimonianze delle “memorie storiche” del paese, altre sono ancora in attesa di essere identificate. Chi riconoscesse qualcuno nelle foto senza didascalia è pregato di comunicarcelo. Ne servono altre, però, dunque rinnoviamo l’appello a portarci le vostre testimonianze fotografiche.
Queste sono due foto che ci ha inviato Prima Armanini (che ringraziamo per l’attenzione), che risiede tutt’ora a Merano  e ha voluto inviarcele con una breve did
 
Nella foto femminile Artini Maria è la prima in piedi da destra (vedi freccia), anche lei nata a Giugià nel 1895, sorella di Michele, nonchè madre della scrivente Prima Armanini. Questa foto venne scattata a Tione in occasione di un corso di ricamo – l’unico per quegli anni – era il 1925. Si sposò al Bleggio, ma rimase sempre attaccata al suo paese d’origine, trasmettendone alla sua famiglia il costante ricordo.
“Nella foto a sinistra, la foto maschile, è ritratto Michele Artini, il secondo in piedi partendo da sinistra, nato a Giugià nel 1888 era poi partito per Detroit (Usa) dove era rimasto per parecchi anni, svolgendo il lavoro di elettricista. Tornato dall’America, gli venne offerto di gestire la piccola centrale elettrica del paese dove lavoro con dedizione fino alla fine, era il 1958, facendo sempre il turno di notte.